Spalletti, stoccata ad Ancelotti
"Se io dicessi che voglio il Milan...?"
Spalletti
Va bene scherzare, ma le avances di Carlo Ancelotti alla sua Roma cominciano a non andare più tanto giù a Luciano Spalletti. Il tecnico giallorosso ha risposto un po' piccato alle parole del collega rossonero: "E' bello vedere che uno ha questa aspirazione e che un professionista così si ricorda i trascorsi da calciatore - ha detto -, ma cosa sarebbe successo se io avessi detto più volte di voler allenare il Milan?".
Come a dire: ognuno guardi in casa propria senza desiderare la "donna" altrui. Perché, questo è chiaro, qualche problemino le dichiarazioni di Ancelotti ("Dopo il Milan allenerei solo la Roma", per riportare solo le ultime) a Spalletti lo crea eccome. Insomma, con una stagione iniziata così così e un pretendente del genere, i vertici giallorossi potrebbero anche pensarci davvero a cambiare tecnico.
Meglio, quindi, chiudere il discorso senza insistere troppo. Spalletti lo dice senza "urlare" ma a chiare lettere. Lo consiglia, se così si può dire, al collega rossonero cui, tra l'altro, non risparmia un'altra stoccatina: "Dice che sono permaloso? Questa onestamente mi mancava... L'ho perso, spero di recuperarne un po' per il futuro. Quello che lui non capisce da lì - continua - è che quello che per lui può essere un auspicio qui diventa una pressione. Mi si associa a una cosa che ha detto lui tre o quattro volte come se fossi io a voler andare ad allenare il Milan. Ma così non è e non voglio che questo accada e che me ne venga fatta una colpa". Già, gli mancava e, a giudicare dall'espressione, nemmeno deve essergli piaciuta troppo. Poi, pare ovvio, quel che conta è il campo dove, giura il tecnico giallorosso, "assisteremo a una partita equilibrata, delicata e importante". Profilo basso, quindi? Nemmeno per sogno, perché la provocazione immediatamente successiva è un "se giocassi al Totocalcio punterei sulla vittoria della Roma" che la dice lunga su quanto Spalletti si aspetti dai suoi.
E poco importa se i giallorossi dovranno fare a meno di capitan Totti, "perché anche a loro manca Gattuso, ma hanno fatto risultati lo stesso. Hanno giustamente delle ambizioni, così come noi". Che, per non lasciare niente di poco chiaro, Spalletti snocciola serenamente: "Puntiamo al quarto posto ma anche al terzo, la squadra lo sa e glielo ricorderò. Se però non arriviamo quarti abbiamo fallito tutti". Prima, però, sotto con il Milan e con Beckham: "L'attenzione attorno a Beckham me l'aspettavo e anche questo fa capire che è un gran campione - chiude l'allenatore dei capitolini -, mai sentito parlare di sue reazioni scomposte a tante pressioni mediatiche o che non lavori sul campo, da lui ci si attendono grandi giocate". Già, fuori i secondi, quindi.
DINHO e PATO..... MUSICA e MAGIA